Le fattorie urbane (City farms) sono delle strutture situate di solito in ambito urbano o peri-urbano, che hanno l'obiettivo, soprattutto per i bambini, di far scoprire il legame che unisce il mondo rurale/agricolo/produttivo con quello urbano. Sono delle Fattorie didattiche/sociali/educative a tutti gli effetti, ma a ridosso delle citta'.
Di solito sono gestite direttamente da comuni o da associazioni. Esse sono molto diffuse in tutta Europa, particolarmente in quella del nord (Belgio, Francia, Olanda, Germania, Gran Bretagna, Svezia, Danimarca e Norvegia), dove si sono raggruppate in una rete europea. In Italia sono rarissime, ad Asti la prima city farm della provincia Astigiana.
Trascorrere infatti una giornata in campagna, ad un passo dalla citta', con personale specializzato e/o educatori naturalistici/ambientali, permette la familiarizzazione con la natura e invita a comprendere le relazioni esistenti tra i vari sistemi produttivi.
UNA CAMPAGNA IN CITTA': I SUOI ABITANTI (FAUNA E FLORA)
L'Azienda Agricola Didattica l'Asinergia, Asini si nasce..e io lo nakkui puo' essere considerata una vera e propria -city-farm- privata: siamo in linea d'aria a circa 3 chilometri da Piazza Alfieri.
Qui in un bosco naturale di collina ed in un impianto arboreo di Pioppi, convivono in perfetta armonia numerosi animali e vegetali, costituendo un vero e proprio micro-eco-sistema naturale, una situazione di biodiversita'. Asini, capre, pecore in un unico ambiente, un vero esempio di integrazione sociale.
Fra gli uccelli (un vero paradiso di suoni e canti), si annoverano merli, piccioni, cornacchie, gazze, passeri, fringuelli, verdoni, aironi, pettirossi, picchi, gheppi, rondini, oche, germani, anatre mute, colombe, ed altre specie ancora: molti svernano qui e passano la bella stagione.
Fra la fauna terrestre semi-cittadina, si devono distinguere due situazioni diverse: le specie autoctone, che scendono dalle colline e dai boschi berici, adattandosi bene, e quelle introdotte dall'uomo per incuria od errore queste ultime di solito creano solo danni all'ecosistema, alterando enormemente la catena alimentare.
Tra le specie nostrane, saltellano lepri (la Valletta degli asinelli e' zona di ripopolamento, dove vige il divieto di caccia!), rilasciate intenzionalmente per la riproduzione, ma anche volpi, tassi, faine, ricci, talpe, pipistrelli, per non elencare una varieta' immensa di insetti (farfalle, cavallette, grilli, libellule, coccinelle, pappataci, formiche, ragni, bombi, api, ecc., le immancabili zanzare e persino mantidi religiose e lucciole); ancora gatti selvatici, ghiri, lucertole, lumache, limacce, talpe, ricercano insetti e piccoli mammiferi e topolini.
Per quanto riguarda la flora spontanea, in particolare tra le erbacee, si possono osservare un'innumerevole varieta' di specie che convivono sui prati e nel sottobosco (ortica, ranuncolo, papavero, margherita, tarassaco, rovo, ecc.), molte dalle proprieta' medicinali/benefiche, altre dall'aspetto gradevole e variopinto, insieme alle siepi, agli arbusti ed agli alberi sparsi fra la natura selvaggia (robinia, carpino, sambuco, piracanta, rosa canina, paulonia, frangolo, frassino, ecc.).
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